🧓 Boomer Cap. 4 · Vita di tutti i giorni

Puntata 030

Puntata 30 — Chi insegna all’AI? (Tutti noi, anche tua nipote)

Livello: 🧓 Babbano Boomer · Filo filosofico [5/10] · (Capitolo 4 — La vita di tutti i giorni)

Quando l’AI ti risponde, sta riciclando l’umanità intera. Anche quella pagina di blog che hai scritto nel 2009. Anche il commento maleducato di tua nipote sotto a TikTok.

un’enorme pentola sul fuoco. Dentro ci stanno gettando di tutto: vecchie pagine di Wikipedia, post di Facebook, manuali di lavastoviglie, ricette di nonna, articoli del Corriere, una poesia di Leopardi. Sopra una targhetta: “Brodo AI — ingredienti: tutto ciò che gli umani hanno scritto online”

L’AI è un riassunto dell’umanità (scritta)

Te lo dico come sta: ChatGPT, Claude, Gemini — qualunque AI tu usi — è il risultato di un’azienda americana (o cinese) che ha preso miliardi di pagine scritte da esseri umani e gliele ha fatte leggere tutte.

Stiamo parlando di:

  • Tutta Wikipedia (in tutte le lingue)
  • Una bella fetta di Internet pubblico (siti, blog, forum)
  • Milioni di libri (alcuni con permesso, altri… diciamo “presi”)
  • Codice di programmazione da GitHub
  • Articoli di giornale, manuali tecnici, papers scientifici

L’AI ha letto più di qualsiasi umano potrà mai leggere in cento vite. E ha imparato a imitare il modo in cui parliamo.

SĂŹ, anche quello che hai scritto tu

Se tu, qualunque tu sia, hai mai scritto qualcosa online che fosse pubblico — un commento sotto un articolo nel 2011, una recensione su TripAdvisor, un post di Facebook con privacy “pubblica”, una pagina del tuo vecchio sito-vetrina chiuso da anni — c’è una probabilità non bassa che le tue parole siano finite nel “brodo” da cui l’AI ha imparato.

Non significa che lei “sappia chi sei”. Significa che il tuo modo di scrivere (e di pensare) ha contribuito, una goccia su miliardi, a formare il suo stile.

Anche tua nipote. Anche quel commento maleducato che ha messo sotto a TikTok nel 2022 e che ora si è dimenticata. È lì da qualche parte, ed è uno dei tanti esempi da cui l’AI ha imparato “come parla un’adolescente italiana arrabbiata”.

un nonno e una nipote davanti al computer. Il nonno chiede a ChatGPT “scrivi come un’adolescente italiana arrabbiata”. L’AI scrive. La nipote legge e dice “ma questo l’ho scritto IO!”. Espressioni a metà fra meraviglia e orrore

Le tre conseguenze che ti riguardano

1. L’AI ha i nostri pregi e i nostri difetti. È brava a parlare di cose ben documentate (ricette italiane, opera lirica, storia romana — perché ne abbiamo scritto tanto). È meno brava su cose poco scritte (un dialetto specifico di un paesino di mille anime, ad esempio). E ha tutti i nostri pregiudizi: se per cent’anni gli articoli sui medici li abbiamo scritti pensando a uomini, lei tenderà a immaginare un medico maschio. Non per cattiveria. Per dati.

2. Quello che scrivi pubblicamente oggi può addestrare le AI di domani. Le aziende continuano ad aggiornare i modelli. Ogni post pubblico, ogni recensione, ogni commento è potenzialmente “cibo per AI” futura.

3. Quello che scrivi nelle chat con l’AI, dipende. Alcune aziende usano le tue conversazioni per migliorare i loro modelli (a meno che tu non dica esplicitamente di no nelle impostazioni). Altre dichiarano di non farlo. Vale la pena leggere quella riga nelle impostazioni (su ChatGPT: Impostazioni → Controlli dati → “Migliora il modello per tutti”).

La buona notizia

Tu non sparisci dentro l’AI. La tua identità non è “scaricata” nei suoi neuroni. Sei una delle miliardi di voci che hanno contribuito a un coro. L’AI non sa che eri tu, e tu non hai perso nulla.

Ma il principio è importante da tenere a mente: l’AI non è caduta dal cielo. L’abbiamo costruita noi, scrivendo per decenni online.

TEST lampo

  1. ChatGPT ha imparato a scrivere:

    • a) Da zero, in autonomia
    • b) Leggendo miliardi di pagine scritte da umani
    • c) Da un team di linguisti chiusi in una stanza
  2. Se metti un commento pubblico online, può:

    • a) Essere usato per addestrare AI future
    • b) Sparire dopo un anno
    • c) Restare segreto
👀 Spoiler: clicca per le risposte
  1. b — Il processo si chiama training (vedi puntata 88 e, in dettaglio tecnico, le puntate 213-222 del Livello 3).
  2. a — Sì, è una delle ragioni per cui tutte le aziende AI hanno fame di “dati pubblici”. Conseguenze pratiche alla puntata 89 e 142 (diritti d’autore).

Glossario lampo

  • Dati di training: le pagine, i libri, i siti da cui l’AI impara. Sono il “cibo” dell’AI.
  • Bias (pregiudizio): inclinazioni statistiche nei dati che diventano inclinazioni della macchina.

Take-away

L’AI sembra un’aliena, ma è uno specchio. Riflette quello che noi (umanità intera) abbiamo scritto online negli ultimi trent’anni. Compreso il tuo commento sotto a quell’articolo del 2009 — e tu ti eri pure dimenticato.

🧭 Filo filosofico: 5/10 — prossima del filo è la puntata 32.

➡️ Prossima puntata: Tradurre e riassumere.