Puntata 136
Puntata 136 — Photoshop generativo
Livello: ✔️✔️ Doppie Spunte Blu · Capitolo 13 · Creatività multimodale
Generative Fill, Expand, Remove. Tre bottoni che hanno fatto invecchiare in un anno mezzo decennio di tutorial Photoshop.
Cosa è cambiato (e cosa no)
Dal 2023 Adobe ha integrato in Photoshop (e poi in Lightroom, Premiere, After Effects) capacità di AI generativa basate sul suo modello Firefly.
Le funzioni-chiave nel 2026:
| Funzione | Cosa fa | Dove |
|---|---|---|
| Generative Fill | Genera/sostituisce contenuti dentro una selezione | Photoshop |
| Generative Expand | Estende l’immagine oltre i bordi | Photoshop |
| Generative Remove | Cancella oggetti riempiendo lo sfondo | Photoshop, Lightroom |
| Generative Background | Sostituisce lo sfondo | Photoshop, Express |
| Generative Workspace | Brainstorm visivo testo→immagine | Web (Firefly) |
Tutte queste sono inpainting/outpainting (vedi puntata 135) integrati nel workflow professionale. La rivoluzione non è la tecnologia (esisteva già in Stable Diffusion da 2022), ma la UI e l’integrazione con il flusso di lavoro reale.
Generative Fill: il caso pratico
Hai una foto di vacanza, c’è un turista sconosciuto al centro che vorresti far sparire.
Workflow Photoshop 2026:
- Selezione lasso veloce attorno al turista.
- Click su Generative Fill nella context bar.
- Lascia il prompt vuoto (Photoshop deduce dal contesto).
- Click Generate.
- Photoshop propone 3 varianti. Scegli quella che si fonde meglio.
Tempo: 15 secondi. Risultato: turista sparito, sfondo ricostruito plausibilmente.
Lo stesso 5 anni fa richiedeva il Clone Stamp, pazienza, 20-30 minuti per uno sfondo non banale.
Generative Expand: l’allungamento magico
Hai una foto 9:16 (formato verticale, Story Instagram) ma ti serve 16:9 per YouTube. Prima dovevi:
- Cropparla e perdere informazione.
- Inserirla su sfondo nero/blur. Bruttino.
Generative Expand:
- Cambi il canvas a 16:9.
- Photoshop chiede: “vuoi che riempia i bordi vuoti?”
- Generi. Photoshop estende l’immagine all’esterno in modo coerente: continua il cielo, allunga la spiaggia, prosegue l’orizzonte.
Ottimo per:
- Adattare immagini ad aspect ratio diversi (social, web banner).
- Recuperare composizioni croppate male.
- Generare versioni cinematografiche di scatti quadrati.
Limite: oltre il 30-40% di estensione, l’AI inizia a inventare elementi che possono essere palesemente “AI”. Tieniti sotto.
Generative Remove: il “magic eraser”
Per cancellare un oggetto:
- Pennellaci sopra (anche grossolanamente).
- Click Remove.
- Photoshop riempie usando il contesto.
Funziona meravigliosamente per:
- Linee elettriche nei paesaggi.
- Pali della luce, segnaletica.
- Polvere sull’obiettivo, riflessi.
- Persone secondarie sullo sfondo.
Fallisce su:
- Oggetti molto grandi (>30% dell’immagine).
- Riflessi complessi (specchi, vetri).
- Pattern ripetitivi che richiedono coerenza geometrica (mattonelle, mattoni).
I limiti di Firefly (e perché molti professionisti tengono SD aperto a fianco)
Firefly è addestrato su:
- Stock Adobe (licenza commerciale pulita).
- Immagini public domain verificate.
- Contenuti utenti che hanno acconsentito.
Questo è il vantaggio legale: Adobe garantisce che gli output di Firefly siano “commercially safe” (vedi puntata 142 sui diritti d’autore).
Il prezzo: Firefly è più conservativo. Non sa fare:
- Volti di personaggi famosi.
- Stili di artisti viventi specifici.
- Contenuti NSFW (nemmeno la nudità artistica).
- Marchi e loghi commerciali.
Per i casi in cui serve qualcosa che Firefly rifiuta, i workflow professionali combinano:
- Photoshop generative per il 90% delle operazioni.
- Stable Diffusion / Flux per casi specifici (esportano l’immagine, la lavorano fuori, la reimportano).
Quanto consuma: il sistema “Generative Credits”
Adobe ha introdotto i Generative Credits: ogni piano Creative Cloud include un quota mensile (es. 500-1000 crediti per Photoshop standalone).
Ogni operazione consuma:
- Generative Fill: 1 credito per generazione (3 varianti).
- Expand: 1 credito.
- Remove: gratis sotto certa soglia.
- Firefly web (testo→immagine): 1 credito per generazione (4 varianti).
Finiti i crediti: continui a usare le funzioni ma con velocità ridotta (priorità bassa). Non bloccato del tutto.
Per uso professionale intenso, vale la pena valutare il piano Firefly Pro dedicato (3000+ crediti/mese).
Le alternative non-Adobe
Non sei costretto a Photoshop:
| Strumento | Punto forte |
|---|---|
| Cleanup.pictures | Web, gratuito per remove semplice |
| Photoroom | App mobile, sfondi e prodotti |
| Krea (Erase, Enhance) | Web, integrato con altri tool AI |
| Canva Magic Edit | Inpainting dentro Canva |
| Affinity Photo 2 | Alternativa a Photoshop, AI in arrivo |
| GIMP + plugin SD | Open source, richiede setup |
| ComfyUI inpainting | Massimo controllo, curva ripida |
Per uso occasionale → Cleanup.pictures o Canva. Per uso professionale → Photoshop resta lo standard, per ora.
TEST pratico (15 minuti)
- Apri Photoshop (anche trial 7 giorni gratis).
- Importa una foto di vacanza con almeno una persona/oggetto da rimuovere.
- Selezione veloce → Generative Fill con prompt vuoto.
- Genera 3 varianti, scegli la migliore.
- Estendi la stessa immagine a un aspect ratio diverso (es. da 4:3 a 16:9) con Generative Expand.
- Confronta tempo speso: 5 minuti totali. Lo stesso con Clone Stamp + Healing Brush ne avrebbe richiesti 30-40.
Bonus: prova lo stesso lavoro in Cleanup.pictures (web, gratis). Per casi semplici è sorprendentemente competitivo.
Glossario lampo
- Inpainting: ricostruire una porzione di immagine.
- Outpainting: estendere un’immagine oltre i suoi bordi originali.
- Generative Credits: la “valuta” Adobe per operazioni AI. Limite mensile per piano.
- Commercially safe: contenuti generati da AI addestrate solo su dati con licenza pulita, sicuri per uso commerciale.
Take-away in una riga
Photoshop generativo non è una funzione, è un nuovo modo di lavorare: 90% delle operazioni di ritocco pesanti sono 10× più veloci. Ma per IP delicati o stili non commerciali, SD/Flux restano aperti a fianco.
➡️ Prossima puntata: Video AI — Sora, Veo, Runway, Pika. La frontiera che si è mossa in 18 mesi più che in 20 anni.